
Cara Irene, oggi hai 18 anni.
Se volo indietro, rivivo e ricordo tutto. Mi sembra impossibile. E’ passato, questo tempo, in un soffio. Se guardo la donna che sei, mi emoziono. Per fortuna riesco a rivedere dentro di te la stessa espressione seria e concentrata di quando eri piccola. Precoce, silenziosa, garbata. L’aria di chi è intento a pensare, e pensa bene. La tua intelligenza e la tua bellezza ci hanno sempre un po’ quasi intimoriti, stupiti.
Questo tempo è passato in un soffio. E sono fiera di chi sei ora. Ma se rallento le immagini riesco a dividere ogni tappa, ogni conquista e i fotogrammi si stagliano nitidi nella memoria. Eccoli, ritornano precisi. Riesco a risentire le tue prime risate, rivedo i tuoi primi passi sicuri. Le prime parole lette, il morbillo, il primo giorno di scuola. Le trecce, lo scamiciato di jeans, le Barbie.
Questo tempo è passato in un soffio. E’ stato un soffio bellissimo. Lungo, emozionante viaggio.
Questo tempo è stato pieno di cose, intensità, a volte incertezze (poche), e paure (alcune), felicità (quanta!), risate (tantissime), lacrime (a volte), fierezza di te (molta) e amore (sempre).
Questo tempo è stato bello, bellissimo. Lo rivorrei tutto. Vorrei poter riavvolgere il nastro e riviverlo. Tutto, ogni attimo, rivederlo ancora, tutte le volte. Spero di conservarlo nella memoria, fino a quando l’avrò.
Questo tempo ne ha generato un altro, il qui e adesso.
E soprattutto questo tempo ne genererà uno futuro, pieno e bello e ricco.
Questo tempo è ora un passaggio, un rituale che nella tribù in cui viviamo segna, scandisce e dà il tempo per altri raccolti. Apre porte e porta responsabilità, nuove regole, nuovi doveri, poche scappatoie, nuova libertà.
Usala bene.
Questo tempo crea un gioco nuovo. Il gioco dell’essere ‘grandi’. Come si gioca non lo so bene nemmeno io, so a che a volte, anche quando lo si vorrebbe, non si può più dare la colpa ai ‘grandi’, perché ci si è in mezzo. So che talvolta si vorrebbe tornare piccoli, quando tutto era caldo e morbido. Da ‘grandi’ invece ogni tanto si sente freddo, piove e non si sa bene dove andare. Ho imparato che quando piove forte, proprio forte, il posto più utile in cui andare è dentro di te. E lì avere il coraggio di stare. Se sarai capace di stare con te stessa, senza volere fuggire altrove, nessuna pioggia sarà scomoda.
Vorrei poterti fare il regalo più bello del mondo : la consapevolezza. Altro non è che la presenza a se stessi. Sono stata altrove in molti momenti della mia vita. E lo rimpiango. Vorrei regalarti la facoltà di esserci sempre per te. E il sapere prenderti cura di te stessa.
Apprezzati e incantati di te. Io ti apprezzo e mi incanto di te. Sii presente. Ma la presenza, come dice qualcuno, è una conquista. Credo che questa sia la mia paura quando discutiamo, che tu ti dimentichi di essere presente. Dimentico che è una conquista.
Questo tempo ha portato Irene a essere un essere emozionante, intenso.
Questo tempo è stato una prova, ora si va in scena.
Ora tocca a te. D’ora in poi sarai l’unica protagonista.
Io ci sarò sempre, magari dietro le quinte. Ma sarò lì con te.
Spero che il tuo tempo ti porti risate e riflessioni, sicurezze e fiducia, cose buone da mettere in scena.
Questo tempo è stato il più bello della mia vita.
Il tempo che verrà ce lo racconteremo dentro ai cuori, nell’amore che c'è.
Sii felice di te tesoro, sono felice di te.
Ti voglio bene.Un bene immenso, che a raccontarlo tutto, qui, non ci starebbe.
Buon compleanno.
Ameya, mamma.