sabato, 20 giugno 2009

FLUIRE

fiume2

 

Amèlie Poulain
Vivere implica avere obiettivi e mete da raggiungere. E nello stesso tempo si possono incontrare ostacoli, avversità. Non sempre la vita segue il corso che vorremmo. Sogni, piani, desideri correlano i pensieri. Volontà, dedizione aiutano a realizzare piani prefissati, creano motivazioni, spingono ad agire, evolvere, crescere. La vita tuttavia segue corsi imprevisti, che a volte non combaciano con quanto fortissimamente agognato. A quel punto l’individuo deve misurarsi con la frustrazione di non riuscire ad ottenere quanto paventato. È nella prima infanzia che si apprende a tollerare il no. Melanie Klein (1955) riconosce nel bambino la capacità di imparare a discernere il seno buono, il latte, il cibo, il sì, dal seno cattivo, il non-cibo. Piano piano il bambino apprende che la stessa madre può essere buona, il latte, o cattiva, il ritardare il dono dell’allattamento. In quest’attesa Bion (1966) individua la nascita del pensiero, e la trasformazione dell’attesa frustrante in accettazione che ci possano essere dei no, i da lì imparare a auto-contenersi anche quando ciò che si vuole, non c’è. La maturità raggiunta porta all’accettazione che il fiume possa prendere un corso differente, e la consapevolezza che non serve opporsi. Il corso del fiume della vita non può essere dirottato a piacimento, o addirittura invertito. Può solo essere navigato. La navigazione diventa a volte difficile, ostica, scomoda. Nelle relazioni affettive spesso si reclama un decorso che non soddisfa le attese. Si inizia a chiedere all’altro di cambiare, se egli non lo fa, lo si colpevolizza, fino ad arrivare alla pretesa che l’altro scorra come un fiume che vorremmo noi. Rabbia e frustrazione se non lo fa portano ad una escalation emotiva di richieste, vittimismi, colpe che non solo non faranno deviare il fiume verso chi fa richieste, ma lo porteranno ancora più lontano. Non è ‘sgridando’ il partner che egli avrà voglia di restare accanto a chi reclama. Non è cercando di invertire il corso del fiume che il partner diventerà come voluto. Gli sforzi anzi saranno vani, frustranti. Chi non riesce a fluire con il corso delle cose diventerà lamentoso, rancoroso ma non otterrà l’amore o i cambiamenti affettivi che richiede. Li allontanerà ancora di più. Solo chi riesce ad assecondare e fluire con il fiume navigherà con la corrente, accettando ogni momento quanto si incontra. Gli scogli e le rade vanno previsti e accolti, non è possibile stare nel fiume della vita senza accettare che vi sia un movimento continuo che non dipende dalla volontà del singolo. L’individuo può solo fluire con l’esistenza, amorevolmente accettando quanto incontra. Cercando di trarre quanti più insegnamenti possibili, anche in acque tempestose.
Ameya G. Canovi
postato da: ameya alle ore 15:40 | link | commenti (47) / commenti (47) (pop-up)
categorie: accettazione, relazioni affettive

Commenti
#1    20 Giugno 2009 - 15:58
 
la vita dà....non ci toglie mai nulla...
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#2    20 Giugno 2009 - 16:26
 
quando il partner non è quello giusto l'unica cosa che possiamo fare è quindi andarsene per evitare di forzarlo a essere come noi vorremmo...sì,mi pare giusto.
:-)
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#3    20 Giugno 2009 - 16:28
 
La vita è un fiume impetuoso che scorre dentro di noi e non si sa se andrà a sfociare in qualche mare o diverrà affluente di qualche altro fiume.
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#4    20 Giugno 2009 - 20:13
 
se il partner non soddisfa le esigenze del percorso in comune, credo che debba essere lasciato, inutile frustrare e brontolare.. e soprattutto soffrire.
Accettare di lasciare un partner è comunque difficile.
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#5    21 Giugno 2009 - 11:13
 
Non ho mai provato a cambiare gli altri, Ameya, ma spesso le donne hanno tentato di cambiare me, ovviamente senza riuscirci. Eppure, una di quelle che mi volevano diverso me la sono tenuta: avevo troppa paura della solitudine. Anche lei credo sia rimasta per paura della solitudine e così la vita va avanti, fino a che qualcuno non è troppo stanco e scompare; allora sì che si è veramente soli.
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#6    21 Giugno 2009 - 12:50
 
"L'apparente calma del fluire del tempo, c'impedisce di vivere nell'immediato, l'intrinseco caos della materia!" Un a mia massima. Saluti veri.
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#7    21 Giugno 2009 - 16:10
 
Il paragone della vita o della persona con un fiume è molto calzante. Ognuno deve seguire la propria natura, o alla fine si troverà "cornuto e mazziato". Come il mio gatto, che nonostante stia in casa e mangi regolarmente, se gli capita a tiro un volatile non se lo lascia sfuggire di sicuro. E' la sua natura, e lui la realizza senza rimpianti...lo si può rimprocverare per questo? Così è per il nostro essere, per noi, per la nostra vita. Ciao!
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#8    21 Giugno 2009 - 18:31
 
Quando il partner non è quello giusto o colui che soddisfa le nostre aspettative "va lasciato"....ma siamo sicure di questa sentenza che trovo piena di rigidità e senza la voglia di metterci in discussione? Non è che forse siamo noi a dover imparare ad accettare chi ci sta vicino? L'amore è accettazione, non cambiando l'altro ma noi stessi perchè ognuno è responsabile della propria felicità! un bacio Diana65
utente anonimo

#9    21 Giugno 2009 - 21:53
 
@Diana l'ho detto io che il partner va lasciato?
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#10    21 Giugno 2009 - 22:23
 
Bellissimo questo paragone......ed è davvero così alla fine un fiume che scorre.....incontra ostacoli ma non si ferma.....riesce ad andare avanti.....non si possono cambiare le persone.....ci si può venire incontro in alcune cose.....ma la pretesa di cambiare l'altro diventa egoismo e allora non si parla più di relazione.....ma solo di imposizione.....davvero squallido.....

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#11    21 Giugno 2009 - 22:25
 
ciao Ameya, piacere di fare la tua conoscenza....beh...ho visto che hai guardato il mio profilo....stasera non ho tempo, ma il tuo blog mi pare interessantissimo......ripasserò volentieri a leggerti....amici?
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#12    21 Giugno 2009 - 22:33
 
Non sempre vivere implica obiettivi, oppure correla sogni e aspettative coi pensieri.
A volte questi stanno su piani non intersecanti con la nostra sfera d'azione e così ci perdiamo in un vortice di ansie e ricerche affannose di quello che non c'è.
Un saluto.
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#13    22 Giugno 2009 - 00:36
 
sempre interessante la positività che metti fra i tuoi post, delle vere perle di saggezza da stringere al cuore.

un caro abbraccio.
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#14    22 Giugno 2009 - 12:50
 
http://gemisto.splinder.com/post/20809117/
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#15    22 Giugno 2009 - 13:23
 
Interessante
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#16    22 Giugno 2009 - 14:36
 
Insomma, se vogliamo che il fiume scenda qui a destra invece che infilarsi in quella disceda da quella parte, dobbiamo essere noi ad essere quel fiume.
Rifletto sulle tue parole, Ameya, che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo. E' bene rispettare l'altro, evitare di projettare su di l*i i nostri desideri.
Qui inizia la parte difficile:
1 - essere respons-abili
Ovvero dare in prima persona una propria risposta ai propri desideri
2 - avere l'audacia della libertà
Ovvero realizzarle in autonomia quando e anche se questo non è di gradimento del partner.

Le due cose knon sono affatto semplici. In particolare la parte due permette di passare dallo stagno ai due torrenti freschi e spumeggianti che scendono, a tratti, autonomamente, ciascuno nel proprio alveo.
Senza la parte due la coppia stagna.
Questo in teoria, per quel po' che ho capito.
Non è facile.


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#17    23 Giugno 2009 - 14:20
 
c'è sempre molto da imparare nella vita e tu, ogni volta, mi lasci qualcosa di nuovo da portare via...
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#18    23 Giugno 2009 - 14:33
 
ogni volta che ti leggo ultimamente è un'emozione immensa. ora sto piangendo...ti chiedi perchè? nemmeno il latte ho potuto dare a mio figlio.

prendila come un nulla , come un gran dolore e grazie , ameya. grazie.
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#19    23 Giugno 2009 - 15:11
 
@Marlene gli hai dato la vita!
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#20    23 Giugno 2009 - 17:07
 
ciao Ameyaaaaaaaaaaaa*
baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
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#21    24 Giugno 2009 - 12:32
 
io rimango dell'idea che la vita è si un fiume che scorre, ma siamo noi con le nostre scelte a dargli la direzione, a superare gli ostacoli, a deviare il letto e a strabordare quando è necessario..... non possiamo variare il percorso di un altro fiume ne cambiarlo, ma possiamo cambiare il nostro di percorso decidendo di avvicinarci o allontanarci..... (anche di unirci al percorso di un altro fiume ;-))

P.
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#22    24 Giugno 2009 - 18:41
 
L'impeto dell'acqua è lo schiaffeggio naturale del proprio "arrendersi" alle cose, senza perdere di vista il suo mormorìo di cui abbiam bisogno di nutrirci, costantemente....

Grazie Ameya

Glò
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#23    24 Giugno 2009 - 20:37
 
molto istruttivo. un saluto
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#24    24 Giugno 2009 - 20:47
 
siiii! è quello che sto cercando di fare io...bellissimo post e la musica azzeccatissima!
ciao, grazie
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#25    24 Giugno 2009 - 23:30
 
vero quanto scrivi; bisogna saper accettare ciò che la vita ci porta giorno dopo giorno. però non bisogna neppure cadere nella trappola della rassegnazione; ossia, non si può solo accettare passivamente ciò che ci succede, penso...:)
insomma, nella vita bisogna anche combattere per ottenere qualcosa; se ci si rassegna, è finita...credo:)
poi naturalmente se non possiamo ottenere qualcosa, accetteremo la "sconfitta", per così dire...però è sempre bene darsi da fare per raggiungere eventuali obiettivi, per prima cosa:)
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#26    25 Giugno 2009 - 19:57
 








un dlce abbraccio per te....pieno di tanti raggi di luce...

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#27    26 Giugno 2009 - 00:23
 
io uso spesso l'allegoria del fiume nelle mie poesie , la vita é un lungo fiume che ci porta al mare , uno scorrere pieno di imprevisti che a volte neanche i remi della ragione riescono a orientare il nostro cammino. Raf
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#28    26 Giugno 2009 - 09:59
 
Buon fine settimana
Chiara
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#29    26 Giugno 2009 - 21:14
 
è proprio così ma spesso è difficile fare i conti con tutto questo fluire.

...avevo davvero bisogno di leggere un post come questo, grazie ;)

ciao
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#30    27 Giugno 2009 - 11:11
 
fluire verso l'approdo con il vento in poppa****
Baciooooooooooooooooooooooo
TVB
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#31    27 Giugno 2009 - 22:07
 
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#32    28 Giugno 2009 - 17:17
 
cerchiamo di vivere al meglio senza pretendere troppo da noi stessi...buona domenica, ormai serata...
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#33    28 Giugno 2009 - 18:31
 
sono molto d'accordo su questo, anche se si vorrebbe il contrario..però il fiume a volte è talmente impetuoso che cerca solamente di travolgerti annegando tutti i tuoi pensieri...è difficile non lottare per salvarsi...ciao, un bacio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sguenci

#34    28 Giugno 2009 - 19:14
 
L'ultimo periodo è sacrosanto!!

Giulio
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#35    28 Giugno 2009 - 20:49
 
non esiste solo il bianco o il nero.
il concetto "non bisogna chiedere all'altro di cambiare" non significa che alla prima diversità di opinione, alla prima difficoltà, meglio lasciare il partner.
Qui si parla di rapporti logoranti che fanno solo soffrire.
In quel caso è inutile e "sbagliato" pretendere che l'altro cambi per renderci felici.
Se accettare i difetti dell'altro implica annullare completamente se stessi allora è meglio andar via.
Non credo che esistano davvero rapporti "normali".
Ognuvo trova il proprio equilibrio.
Ma sono certa che il metro di valutazione sia lo stato d'animo.
Se le lacrime superano i sorrisi, se la frustrazione supera la gioia...se l'accettazione dell'altro implica indicibili sofferenze...quello è il caso di porsi qualche domanda.
Buona settimana Ameya.
Will
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#36    30 Giugno 2009 - 12:55
 
nero su bianco in questo post hai scritto i progressi della mia ultima stagione di vita e in questa pace profonda che sento venire dal tuo blog trovo significato, posto a tutto. anche agli errori.
come sempre elegantissima e chiarissima, ti ringrazio di cuore.
solo mi permetto di far presente che per arrivare alla consapevolezza c'è un buio che va attraversato, e va attraversato da soli.
per me è stato così, ho aperto gli occhi solo davanti al vero dolore che il mio atteggiamento causava, ho scommesso e ho vinto.
ti ho citato nel mio ultimo post. seis empre la benvenuta
http://memoriamadremia.splinder.com
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#37    30 Giugno 2009 - 23:01
 
mi piace il tuo blog. Poche parole ma dense di significato e di crescita.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AromaEssenziale

#38    30 Giugno 2009 - 23:25
 
@grazie Aroma!
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#39    02 Luglio 2009 - 16:24
 
il tuo blog mi sa aiutando davvero tanto a capirmi. Vivo da tredici anni da dipendente affettiva. Tredici anni costellati di abbandoni e rappacificazioni. Da inseguimenti e fughe.... Avevamo già una famiglia che abbiamo deciso di mantenere in piedi. Oggi abbiamo io 46 lui 50 anni. Lui ha detto basta. Basta alla relazione sentimentale non all'amicizia e alla comunicazione. Ma non vuole più il mio amore. Dice che sono asfissiante che voglio cambiarlo che non lo capisco. Che mi ama, che gli ho tanto tantissimo (stima affetto passione aiuto sul lavoro) ma che pretendo troppe attenzioni e purtroppo è vero. Desidero in cambio amore. Dice che voglio sempre avere ragione, che sono fatta così e che non posso cambiare. Dice che ha preso questa decisione per non morire....Sto provando con tutte le forze a vederlo con occhi diversi ma a volte non riesco proprio a contenermi, chiedo continuamente spiegazioni su tutto, lo assedio...sembro razionalmente capire le sue ragioni ma poi mi ritrovo a sperare che gli passi...quando imparerò a rispettare le sue decisioni? Quando comincerò a vivere per me e non in funzione di questa relazione? Mi ripeto che devo vivere pienamente la mia famiglia ma è come una droga, tredici anni sono davvero tanti. Avrei tanto bisogno di aiuto perchè vorrei stare meglio con me stessa e mantenere un buon rapporto con lui senza un giorno pentirci di esserci conosciuti e amati. So che vi sarò sembrata viziata e stupida ma anche io ho tanto bisogno di sopravvivere a questa maledetta ansia.
utente anonimo

#40    02 Luglio 2009 - 21:19
 
@Utente anonima hai tracciato in poche righe il manifesto del dipendente affettivo..hai fatto il test per curiosità ci dici il tuo punteggio?
c'è una domanda che riguarda l'ansia e le sue manifestazioni fisiche correlate! scrivici ancora!
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#41    03 Luglio 2009 - 14:47
 
Bene ho seguito il tuo consiglio....ho totalizzato 123.
Per quanto riguarda la domanda sull'ansia e le manifestazioni fisiche quando entriamo in disaccordo la più rilevante è un forte senso di angoscia...mi vien da piangere in momenti inopportuni e mi scordo a volte le cose, non sento i discorsi degli altri insomma sto da un'altra parte con la testa. Sicuramente la cosa che mi rimprovero di più è che quando sono veramente giù non ascolto neanche i miei figli e mi viene un senso di colpa pazzesco. Mi domando che razza di madre sono.
utente anonimo

#42    03 Luglio 2009 - 17:53
 
@tutto questo rientra nel quadro della dipendenza affettiva e a volte può diventare talmente disfunzionale e invalidante da trascurare tutto il resto, ma può cambiare! All'inizio devi avere un sostegno, cerca aiuto. riparti da te! in bocca al lupo! se ti va scrivimi la tua storia, dall'nizio!
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#43    16 Luglio 2009 - 16:15
 
Qs blog mi piace tantissimo!
Anche i pezzi musicali.
Finalmente un blog che parla al cuore delle persone.
Grazie.
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#44    16 Luglio 2009 - 16:22
 
Cara Ameya,
ho una bambina di due anni e mezzo. Vorrei crescerla senza bisogno di dipendenze. Io ne sono afflitta ma con molto senso critico e desiderio di cambiamento.
Hai una buona lettura da consigliarmi? Non voglio che lei diventi come me.
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#45    16 Luglio 2009 - 17:36
 
@grazie puertosol. Hai letto bene l'ultima frase dell'ultimo post? :-)
il dip affettivo vuole comprare una soluzione, magari appresa da un libro o suggerita. Se vuoi che tua figlia cresca autonoma, dalle un modello. Diventalo prima tu. La vita non si impara dai libri, puoi riflettere grazie a un libro, ma poi se il modello non è coerente..non passa nulla!
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#46    16 Luglio 2009 - 18:31
 
Cara,
potessi mi porterei il tuo blog a letto la sera prima di addormentarmi perchè la notte è il momento migliore per pensare e il mattino seguente per realizzare. Potessi me lo porterei quando sono in fila ad un appuntamento ecc...
Ciò che sono e potrò essere nasce, come dici tu, dalla consapevolezza. per qs ti ho chiesto spunti di riflessione, un libro, esattamente come leggo il tuo blog.
Ciao.
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#47    16 Luglio 2009 - 19:12
 
@cerca on line digitando dipendednza affettiva, tradotti in Italia pochi..il più famoso Donne che amano troppo, Norwood
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